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I Santi si contagiano PDF Stampa E-mail

Non ho scelto il titolo a caso. Di solito, quando si parla di contagio, il pensiero va al pericolo per la salute, invece può esserci un contagio positivo tra le persone.
La santità è “contagiosa”, e le vie con cui si manifesta per arrivare al cuore delle creature sono misteriose, perché tracciate dallo Spirito. 
Leggendo il Diario di S Bertilla è martellante il suo desiderio di diventare “santa”. Rivolgendosi, con una confidenza filiale alla Madoimg_1mnna,: “Maria, Mamma mia, aiutatemi, perché sono risoluta con la vostra grazia a volermi fare santa.” (1921). Ella, nel suo corrispondere alle mozioni interiori, capisce che è importante ispirarsi a modelli. Per ben tre volte  scrive: “I peccati miei mi debbono tenere in umiltà, le virtù dei santi e la loro umiltà mi debbono aiutare ad essere umile”.


Quali sono i Santi a cui suor Bertilla si ispira per camminare nella “sua via dei carri”, quella comune della quotidianità? Oltre ai personaggi evangelici vicini a Gesù, nel suo Diario troviamo due citazioni:
. “ Mai stanca; mai scoraggiata. La pazienza, disse nostro Signore a S. Caterina, non vive che di fatiche, ed è la compagna inseparabile della carità” (1916).
Santa Caterina da Siena è illetterata ma  grande ed intrepida donna, che affronta ogni fatica, senza mai demordere, per riportare la Sede Papale da Avignone (Francia) a Roma.
. “11.2.1919. Il giorno (anniversario) che Maria, la mia buona Mamma, è apparsa la prima volta a Bernardina. La mia conversione: voglio con l’aiuto della mia Mamma cambiare vita, tutta nuova,” Nell’11.02.1858 l’ Immacolata Vergine Maria appare a Bernadetta Soubirous. Servendosi di questa umile fanciulla,  Maria chiama i peccatori alla conversione e suscita nella Chiesa un movimento intenso di preghiera e di carità, con una sollecitudine speciale per i malati. La veggente è solita dire: “Se a Massabielle ci fosse una ragazza più miserabile di me, la Madonna apparirebbe a lei!”, tanto si ritiene una creatura da poco.
S. Caterina con la sua pazienza, Santa Bernadetta con la sua umiltà hanno contagiato S. Bertilla.
E Santa Bertilla ha contagiato qualcuno con la sua vita?
A me piace leggere le Vite dei Santi. Un giorno cerco tra i libri dello scaffale una biografia di qualche personaggio santo a me sconosciuto. Mi colpisce un libro: “Sulle vie della carità. Suor Liduina Meneguzzi.” Autori: Roberto Ravazzalo- Patrizia Liuzzi – Leonardo Scandellari.  Edito da: Edizioni Messaggero Padova – 2002. E’ il racconto della vita di una Suora delle Salesie di Padova, nata il 12 settembre 1901 ad Abano(Pd) e morta il 2 dicembre 1941 a Dire Dawa (Etiopia), di cui è in atto il processo di beatificazione.

A pag. 80 del testo (img_2msiamo nel 1926): “Dio per suor Liduina è, letteralmente, “tutto”. La giovane religiosa ripete spesso questa convinzione facendo sue le parole di santa Bertilla: “Importante è la grazia di Dio, accontentare il Signore! Il resto è nulla!” 
 Continua la pagina del testo per precisare meglio: “Suor Bertilla Boscardin, che sarà canonizzata da papa Giovanni XXIII nel 1961, è morta solo da alcuni anni prima, nel 1922, ma di lei si parla già, in vista della beatificazione. Suor Liduina nutre per quest’umile suora un’ammirazione particolare. Ne conosce la vita, tanto simile alla sua fin dalle  origini, e cerca di imitarla nella via della santità, del silenzio, del nascondimento, del sacrificio, dell’umiltà, dell’obbedienza, facendo tutto per il
sa al massimo, i bombardamenti inglesi( il 10 giugno del 1940 l’Italia era entrata in guerra contro l’Inghilterra e la Francia) distruggono tutto; ella opera, allora, in  un ospedale di emergenza in condizioni estremamente precarie. La serva di Dio non accetta che si parli troppo di lei, che si faccia pubblicità dei suoi servizi. Signore.”
Penso che quest’impegno sia lo slancio  di una giovane religiosa nell’entusiasmo degli anni della formazione in Noviziato. Continuo la lettura delle vicende della vita di suor Liduina e il nome di suor Bertilla sembra scomparso dalla Narrazione.

Arriviamo nell’anno 1941. A Dire Dawa, dove la suora è arrivata per occuparsi dell’Ospedale militare e si è distinta dando tutta se stes
Ecco a pag 156 del libro citato: “Sono una suora da niente, tutto quello che cerco è di fare come suor Bertilla.” E gli autori commentano: “La vita di suor Bertilla … è l’argomento delle letture preferite da suor Liduina, ed essa si sforza d’imitarla, riconoscendo nella sua figura i tratti di un cammino spirituale che sente alla sua portata. Vi ritrova facilmente molti aspetti che contrassegnano la sua stessa vita: le origini umili, le abilità non straordinarie, il servizio di infermiera e la carità esercitata a servizio dei sofferenti, la pazienza nelle prove numerose e difficili – compresi gli anni della prima guerra mondiale- e anche (suor Liduina lo riconosce a mano a mano che si rendono evidenti in lei i sintomi del tumore che l’ha aggredita) la lunga lotta contro un male inesorabile.

Qualche consorella a volte fa dell’ironia con lei: “Ma che si aspetta, sorella? Si crede un’altra suor Bertilla?”. Su questo, però, la serva di Dio non si sente di sorridere, anche se accetta lo scherzo su se stessa, e risponde, non senza sofferenza: “Certo, non valgo niente, ma in Paradiso posso andarci lo stesso. Ho l’obbedienza come suor Bertilla, ho la malattia come suor Bertilla e sono un’oca come suor Bertilla!.”


Dalle pag 167/ 168 /169 “Il 17 novembre suor Liduina viene operata …  Nella notte tra il sesto e il settimo giorno di convalescenza una serie di colassi e deliri  sfinisce la suora. … per lunghe ore si aspetta il peggio … Verso le cinque del mattino, però, dopo una crisi peggiore delle precedenti, la serva di Dio sembra cadere in un torpore profondo, poi si risveglia tranquilla. “Suor Bertilla ha detto che non è ancora ora, verrà lei a prendermi”… Le consorelle non danno troppo peso a quella che pare loro una fantasia da delirio … “Coraggio, suor Liduina … abbiamo cominciato una novena per lei,
il Signore la guarirà!”. “Ma se il Signore non vuole? … Suor Bertilla mi ha pur detto che verrà …”. … Il 30 novembre interviene una crisi irrimediabile … la febbre sale, ma lei resta lucida e trattiene i lamenti. Prega senza interruzione, invoca ripetutamente suor Bertilla. … La mattina del 2 dicembre … si rivolge al chirurgo sorridendo: “Mi perdoni se non le ho permesso di salvarmi!” … Muore salutando le sorelle e abbracciandole per l’ultima volta.”

Confesso che mi sono commossa profondamente alla lettura della biografia della serva di Dio Suor  Liduina e come in tutta la sua vita si sia lasciata “contagiare” dalla spiritualità di Santa Bertilla, quasi una presenza “visibile” al suo fianco, che le ispirava pensieri, parole, comportamenti, modo di pregare e di relazionarsi, uguale persino, come la Santa,  nella richiesta di perdono al chirurgo in punto di morte per non essere riuscito a salvarla.


Suor Gianna Passarin

 

 

 
 
 
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