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Festa di Santa Dorotea Vergine e Martire nella Chiesa dei S. S. Cuori a Vicenza
E’ la terza sera orante in preparazione della festa di Santa Dorotea. Abbiamo invitato a questa esperienza anche i laici che vivono quotidianamente accanto a noi nel nostro lavoro, nelle nostre relazioni di amicizia, di fraternità, di condivisione umana e spirituale.
Sono venuti in tanti! Di tutte le generazioni: bambini, giovani, genitori, nonni, gli “amici del Farina”. La Chiesa dei Sacri Cuori era gremita di una presenza adorante e aperta al dono del Signore.
Dorotea significa “DONO”!
S. Dorotea dall’icona, presente nella chiesa madre, vegliava come luce di apostola, vergine e martire. E’, infatti, stata scelta dal Beato Fondatore come protettrice del nostro Istituto, modello di apostola tra le giovani per la sua fermezza nella fede, la dolcezza persuasiva, l’intrepidità nella prova e la capacità di coinvolgere nel bene. Secondo il Beato, ogni donna, ogni giovane è chiamata a "prendersi cura" della coetanea, della ragazzina più piccola o più debole, e non può "darsi pace" finché sa che anche una sola ha bisogno del suo aiuto per incontrare il Signore. Nella consapevolezza di questa nostra storia delle origini, abbiamo desiderato pregare con i fratelli laici. Una caratteristica concretamente presente all’inizio della fondazione del nostro Istituto religioso.
“… il gruppo di amici fu costante nell’ascolto e nell’accoglienza dello Spirito, espresso attraverso le mediazioni, e concretizzò un progetto di carità che aveva come obiettivo l’educazione delle ragazze povere e la loro elevazione morale e culturale, attraverso una collaborazione e condivisione materiale, umana e spirituale. ( Introduzione: Atti del XIX Capitolo generale)
Il celebrante ci ha illuminati, con le sue parole, sull’esperienza reale del martirio presente, nelle varie forme, in ciascuna vita umana. Ogni presente poteva cogliere i lineamenti della sua via di martirio colorata di bianco, come la verginità e castità, di rosso come il sangue dono di una vita data e di verde come l’ardore apostolico e missionario di chi evangelizza.
Con la benedizione e la distribuzione delle mele con una immagine della Santa ,si è concluso l’incontro di preghiera.
Dalla storia, infatti, sappiamo che “prima di essere decapitata, Dorotea pregò in un estremo atto di fede. Finita l'orazione, ecco giungere un angelo nelle sembianze di un fanciullo che offrì a Teofilo le mele e le rose richieste. Poi l'angelo scomparve. Allora Dorotea reclinò il capo, che le fu reciso con un colpo di spada. Tanto fu edificante la morte di Dorotea, preceduta da quell'evento prodigioso, che il giudice Teofilo proclamò la sua conversione alla fede di Cristo. Per questo suo "tradimento", anche lui fu condannato alla pena capitale mediante decapitazione”.
Una forte esperienza di Chiesa orante, nella preparazione alla festa di santa Dorotea, ci ha fatto dono il Signore in questa domenica 5 febbraio 2012.
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