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La forma complessiva che racchiude l'opera rappresenta una ruota di carro; l'autore ha inteso richiamare, in questo modo, il cammino spirituale della santa, secondo un'immagine da lei stessa offerta: "Io vado per la via dei carri", diceva, intendendo la via comune, la più umile e disagevole.
Al centro campeggia la figura di suorBertilla in atteggiamento di servizio, con il grembiule del lavoro e con in mano una scodella. Questa immagine esprime la modalità concreta e quotidiana con cui la Santa ha vissuto ed espresso il suo amore senza limiti a Dio e per ogni persona che ha avvicinato nella vita e nella sua missione di infermiera. Ella, infatti, si è consumata nel servire con grande amore e generosità i fratelli sofferenti.
Le scene racchiuse tra i raggi della ruota, richiamano la ferialità e la motivazione profonda del suo agire: le due in alto indicano: (a destra) la contemplazione dell'amore di Dio nella sua massima espressione: Gesù che offre la vita per noi sulla croce; e il lasciarsi guidare dalla Chiesa; (a sinistra) la fiducia nella Madonna, l'imitazione delle virtù del suo cuore, la scelta di vita religiosa;
la rappresentazione dell'ago e del ditale si ispira all'ultimo permesso chiesto dalla santa alla sua superiora e indica la grande importanza che l'obbedienza ha avuto in tutta la sua vita;
le altre scene - procedendo da sinistra a destra -sottolineano alcune virtù esercitate in modo straordinario da suor Bertilla: la generosità nel sacrificarsi per alleviare la fatica degli altri (scene dove sospinge un carico e lava i piatti al secchiaio), la compassione e compartecipazione alla sofferenza altrui e lo spendersi senza misura per soccorrerla (Suor Bertilla che nella notte scalda l'acqua in cortile, al freddo e la porta fino al terzo piano con bottiglie, perché i malati possano scaldarsi i piedi - fatto avvenuto a Viggiù; e lei accanto al letto dei malati).
In basso, sulla sinistra, lo stemma delle Suore Dorotee, alla cui Congregazione la Santa apparteneva.
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